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Tredici consiglieri comunali “sfiduciano” il Sindaco Gianpaolo Mazzola Il documento di sfiducia, redatto dinanzi ad un notaio di Salerno, è stato presentato e protocollato al Comune di Angri alle 14.25 di oggi. E’ stato formalizzato e regolarmente protocollato al Comune di Angri l’atto di sfiducia al Sindaco Gianpaolo Mazzola. Il documento è stato sottoscritto da tredici consiglieri comunali, nove di opposizione (Gennaro Palumbo, Emilio Testa, Daniele Selvino, Nordino Fiorello, Aniello Conte, Vincenzo Grimaldi, Giuseppe Galasso, Giacomo Sorrentino e Roberto Giordano) e quattro di maggioranza (Gianluca Giordano, Danilo Avagnano, Francesco D’Antuono e Carlo Semioli) dinanzi ad un notaio di Salerno e presentato al Segretario generale Paola Pucci alle ore 14.25, per essere poi protocollato. “Non mi meraviglio più di tanto – ha dichiarato a caldo il Sindaco Gianpaolo Mazzola – Almeno hanno dimostrato di essere consequenziali rispetto alle parole. Li ringrazio per aver accolto la mia richiesta. Ringrazio, soprattutto, i consiglieri di opposizione ed il loro coordinatore Pasquale Mauri, il vero vincitore di tutta questa faccenda, che è riuscito a raggiungere il suo obiettivo portando a termine un accordo che era stato raggiunto già ad agosto dello scorso anno con quella parte della mia maggioranza che oggi mi ha sfiduciato. Devo complimentarmi con lui per essere riuscito per la seconda volta di fila a mandare un sindaco a casa. Il mio ringraziamento è reale, non di certo di facciata. Insieme a personaggi così inaffidabili, viscidi, inconcludenti, scorretti, che si spacciavano per miei sostenitori solo per opportunismo e per tutelare interessi personali, ma che nulla hanno a che fare con la politica e con un reale progetto di sviluppo per la città di Angri, non avrei potuto continuare a governare questo paese. Se lo avessi fatto, il prosieguo di questo percorso amministrativo, in cui credevo, sarebbe stato improntato sul ricatto, sulla disonestà e sulla falsità, a netto discapito della comunità. Proprio per tutelare i miei cittadini non ho voluto questa volta fare alcun passo indietro, scegliendo di non scendere a compromessi, di non accettare tentativi di mediazione per evitare la sfiducia. Ho saputo che il mio ex vice, dopo la consegna delle dimissioni, ha precisato che la decisione di sfiduciarmi non sarebbe stata né concordata né avallata dai vertici provinciali del partito. Ne prendo atto e chiederò spiegazioni in merito proprio agli stessi vertici provinciali del Pdl, quegli stessi che hanno voluto la mia candidatura alle prossime elezioni provinciali e che, in questo caso, sarebbero stati tenuti fuori da una vicenda così importante.” |